L’Istituto Professionale per l’Industria e l’Artigianato “Michele Niglio” ha sede nella città di Frattamaggiore, comune della provincia di Napoli situato a 12 Km a nord del capoluogo, nella pianura campana. Il territorio fa parte di una vasta area compiutamente bonificata nel cinquecento e nel seicento da Don Pedro di Toledo e da Pedro Fernandez de Castro conte di Lemos, con la costruzione dei Regi Lagni e di altre opere intese a dar sfogo alle acque del fiume Clanio (da cui il nome alterato di Lagno) che qui impaludava.

Con l’introduzione della coltura della canapa, fiorentissima specie nelle campagne di Frattamaggiore, i Lagni servirono anche per la macerazione del prodotto. La nostra scuola ha un bacino di utenza formato da giovani appartenenti a famiglie di estrazione prevalentemente operaia e artigiana provenienti per la maggior parte dai comuni limitrofi: Arzano, Afragola, Caivano, Casandrino, Casavatore, Cardito, Casoria e Frattaminore.

Il nostro istituto è inserito in un tessuto urbano che, a seguito di un rapido incremento demografico e della continua espansione edilizia dell’abitato, raggiunge ormai senza soluzione di continuità il capoluogo partenopeo. Il progressivo assorbimento della città all'interno dell’area urbana napoletana può a giusta ragione far ritenere quest'istituto appartenente, di fatto, alla rete scolastica di un territorio ad alta densità abitativa e di grandi dimensioni come è quello della città metropolitana di Napoli.

L’istituto insiste su una realtà territoriale eterogenea sul piano socio-economico e ambientale: numerosa è la presenza di attività commerciali, laboratori artigianali e piccole imprese specie nel settore calzaturiero e dell’abbigliamento, ma mancano tuttavia rilevanti complessi industriali. L’agricoltura, un tempo fiorente, era specializzata in particolare nella produzione della canapa utilizzata per fabbricare stoppa, corde e tessuti. L’istituto è inserito in un contesto territoriale che purtroppo non offre alcuno spazio di cultura organizzato; il mezzo più diffuso di acculturazione è la televisione; limitato è, invece, l’accostamento ai giornali, sia quotidiani sia riviste; inoltre si avverte la mancanza di stimolazioni culturali, riscontrabile negli ambienti dai quali la maggior parte degli alunni provengono. Questa situazione di emarginazione culturale grava sulla formazione dei ragazzi e manifesta i suoi effetti negativi nel fenomeno della dispersione scolastica e delle ripetenze, del quale fenomeno è parte cospicua lo svantaggio socio-culturale.

(Fonte sito di Istituto)

 

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